Poderi dei Bricchi Astigiani. Terra di Barbera… e non solo

Di Riccardo Brandi • 18 Lug 2018 • Rubrica: Prima pagina

Gaslini Alberti è un nome storico nella genealogia vinicola del nostro Paese, da quasi 80 anni protagonista della viticoltura toscana con la tenuta Badia di Morrona, che conta 600 ettari di cui 40 a oliveto e 110 vitati, con una percentuale di sangiovese che supera la metà dei filari. Parliamo di una famiglia che in questa terra, da tre generazioni, ha sempre saputo puntare ai massimi standard qualitativi nella produzione di etichette che rappresentano al meglio il territorio.

Alla fine degli anni ’90 la famiglia acquisisce 20 ettari di vigneti in una delle più belle zone dell’astigiano, dove fonda una piccola ma efficiente cantina, Poderi dei Bricchi Astigiani, con cui ha voluto mettersi alla prova in un’altra regione ad alta vocazione come il Piemonte. Così come in Toscana si è voluto rispettare il territorio privilegiando l’uso del  sangiovese, anche in Piemonte la scelta di esaltare la barbera, che è il vitigno più usato e che meglio si esprime a queste latitudini, è stata immediata e coerente, orientandosi su una lavorazione curata sia in vigna che in cantina.

I filari vengono gestiti secondo una filosofia ecosostenibile e la vinificazione è attenta alle tradizioni, pur appoggiandosi a tecnologie enologiche moderne, il tutto per ottenere la massima qualità ed espressività di un prodotto che sia fedele al carattere del frutto e del terroir, proponendo sia la versione classica, lavorata in acciaio, che quella “Superiore” con il Bricco di Berg, che viene affinata un anno in botte grande.

Una ulteriore evidenza della bontà del lavoro, che quando nasce dalla passione e dalla serietà porta sempre ad ottimi risultati, si riscontra poi nella lavorazione del Pinot Nero, che la cantina utilizza nella produzione di un Rosato Piemonte doc ma che trova la sua massima espressione in una spumantizzazione, ovviamente con metodo classico, che si concretizza in uno splendido Blanc de Noir. La produzione si completa poi con un Monferrato Rosso doc dove la Barbera viene proposta con piccole percentuali di Merlot. Nel nostro approfondimento ci siamo concentrati sulla Barbera nella sua interpretazione classica, e sullo spumante Blanc de Noir.

Barbera d’Asti 2016 docg

Questa è una Barbera “verace”, che rispecchia l’attenta selezione in vigna e l’accurata vinificazione in cantina, rappresentando schiettamente la materia prima; nel calice ondeggia limpida e luminosa, offrendo profumi intensi e puliti con sentori di ciliegia e viola. In bocca è vellutato, la frutta croccante è gustosa e la spalla acida agevolano una beva gradevole; il sorso è pieno, dinamico, docile e saporito, di ottimo spessore e discreta persistenza. Onesto.

Barbera d’Asti 2015 docg

L’anno in più di riposo ha conferito più corpo a questo vino, che appare di un rubino leggermente più cupo nel calice, ma con riflessi sempre limpidi e brillanti. Al naso si apre con maggiore ampiezza aromatica, regalando spunti vagamente speziati. In bocca il frutto è più maturo e polposo, ma bilanciato; la freschezza è intatta e il sorso vivace e sincero, ma più profondo e avvolgente, con un ritorno di spezie dolci e una scia tenuemente balsamica. Ghiotto.

Blanc de Noir Brut Piemonte doc

 

Ecco una bollicina che mi ha sorpreso, un Pinot nero vinificato in bianco lavorato con metodo champenois e affinato in bottiglia per ben 24 mesi sui lieviti. Da questa attenta realizzazione è nato un vino dal colore giallo paglierino estremamente vivo, con un perlage finissimo e insistente. I profumi sono piuttosto intensi, aperti su note di frutta fresca come pesca e albicocca, vaghi sentori vegetali e con un bel corredo aromatico di crosta di pane. In bocca entra elegantemente, con l’audacia della bolla e la finezza del pinot noir, evidenziando un corpo interessante basato su sentori di frutta croccante ma equilibrato tra la freschezza acida e la morbidezza del lievito, con un piacevole allungo sapido che estende la fragranza in pregevole persistenza. Elegante.

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